Epos

La nuova Epos ES14N

Abbiamo trascorso qualche giorno in compagnia delle Epos ES14, le aspettative erano contrastanti, da un lato c’era la fiducia nel lavoro di Karl-Heinz Fink e del suo team, dall’altra c’era lo scetticismo per le operazioni basate sul recupero nostalgico di prodotti storici. Questi nascevano in base alla disponibilità dei componenti del loro tempo e non sono, quindi, replicabili oggi, nel bene o nel male, l’operazione è, spesso, solo di immagine. Tuttavia, di alcuni prodotti si possono utilizzare i principi se li si ritengono, ancora validi.

I TEMPI PASSATI

A metà degli anni 80 fu presentata la Epos ES14, rappresentando un modo diverso di progettare un diffusore da parte della “scuola inglese”. Era, però, anche uno di quei prodotti che trascendendo dagli aspetti tecnici producono un risultato superiore alle tecnologie utilizzate. Alchimia? Magia? Talento del progettista? Ecco, allora, spiegato il motivo del recupero, non del nome ma della filosofia di quel diffusore. La materializzazione di questa idea ha, tuttavia, richiesto un forte impegno tecnico. Non è stato assemblato un diffusore con componenti commerciali standard, ma sono stati progettati componenti esclusivi.

I TEMPI NUOVI

Il mid è un inusuale cm 18 in mica e polipropilene, perché ha la reattività e la precisione in gamma media del cm 15 e la estensione/dinamica del cm 20. Mica e polipropilene, perché la mica accresce la rigidità e la reattività del polipropilene. Al centro del componente non è presente un semplice parapolvere, ma, unico esistente, un connettore in metallo il quale corregge la risposta fuori asse del mid/woofer agli estremi della propria banda di frequenza. La bobina da mm 36 è un doppio avvolgimento su supporto in materiale composito fibra di vetro/fibra epossidica. Il magnete è ibrido per sfruttare le proprietà del neodimio e della ferrite nel contenere al minimo la distorsione e l’induttanza, mantenendo al massimo la linearità, uno dei problemi della serie precedente. La sospensione in gomma ha la bassa cedevolezza richiesta dal cono in polipropilene. E’ stata curata meglio l’integrazione tra le due vie. Allo scopo il nuovo tweeter da 28 mm di diametro copre meglio le frequenze inferiori del suo spettro. Anche questa è una misura inusuale, l’originale era di 25 mm. La cupola del tweeter è in lega di alluminio ricoperta di ceramica per aumentare la rigidità. Normalmente, per smorzare il fastidioso picco di risonanza che hanno i tweeter metallici, viene usato il ferro fluido. Secondo la Epos questo procedimento influisce eccessivamente sulla linearità e sulla dinamica del tweeter. Quindi è stata seguita una doppia via: meccanica attraverso la realizzazione di uno speciale anello smorzante ed elettrica attraverso un filtro dedicato nel crossover. Il magnete del tweeter è in ferrite, di dimensioni adeguate per lasciare spazio dietro alla cupola, in modo da ridurre la compressione dinamica e la distorsione armonica. Attraverso un sistema meccanico che utilizza un anello di smorzamento specificatamente sviluppato e un sistema elettrico che utilizza uno specifico filtro di crossover, viene evitato l’uso di ferro fluido che influisce negativamente sulla linearità e sulla dinamica del componente. A differenza del predecessore il crossover nella nuova S14 ha configurazione più complessa per controllare meglio i componenti. Altra significativa differenza è il disallineamento delle pareti del mobile. Il pannello frontale collabora all’allineamento in fase dei componenti e riduce le onde stazionarie interne. I pannelli del mobile sono costituiti da un doppio strato di MDF unito da una speciale colla smorzante. Il pannello frontale è incollato e avvitato per accrescere la solidità della struttura. Gli angoli del pannello frontale sono smussati per incrementare, attraverso l’aumento della diffrazione, l’area dei medio acuti. Il tweeter non solo ha una propria camera riservata, ma, per ridurre il trasferimento di energia con il mobile è in contatto con questo solo attraverso quattro punti. La stessa speciale colla smorzante utilizzata nel mobile dei diffusori, entra nella realizzazione della colonna centrale dei piedistalli dedicati. La piastra superiore di questi è un doppio strato smorzato con bitume al centro .